Citate nelle canzoni, nominate nelle poesie e negli aforismi, usate nel linguaggio dei segni, pulite, sporche, occupate, che possono amare od al contrario odiare e ferire, creare o distruggere, il proverbio italiano dice “averle in pasta”… le mani hanno permesso lo sviluppo del cervello umano e dell’intelligenza.
Dal 2001 Prensky parla di Nativi Digitali, poi di Bambini Digitali, quelli nati dopo il 1985 sono definiti Immigrati Digitali, poi c’è chi ritiene (Elisa Benzi) che non esista nessun nativo o bambino digitale, prendendo in considerazione il fatto che diversi adulti di oggi, mostrano disinvoltura rispetto alla tecnologia ed alla capacità di permanere “l’attenzione sulla mail e mantenendo attiva una conversazione in chat”.
Riva, docente di Psicologia dei nuovi media presso l’Università Cattolica di Milano, riporta tre macroaree di rischio:
- Affaticamento eccessivo della vista,
- Isolamento psicologico,
- Problema legato ai costi di alcune applicazioni.
Le mani e le dita intanto che leggo, rifletto e scrivo, mi riportano al tema centrale ed al fenomeno crescente: “la malattia del mouse”.
Come verrà affrontata la questione tecnologia e suo impiego, considerata la percentuale crescente in Italia di casi di malattia professionale riconducibile all’uso di terminali?
Sul sito del Ministero del Lavoro la malattia professionale è riconosciuta come “qualsiasi stato morboso che possa essere posto in rapporto causale con lo svolgimento di una qualsiasi attività lavorativa”.
Valentina Pennacchio pone l’attenzione sulla nuova malattia professionale riconosciuta con sentenza definitiva dalla Corte d’Appello dell’Aquila: la Tecnopatia da mouse, che consiste in una continua attività muscolo- tendinea che “esaurisce la capacità ricostituiva dei tessuti, i quali manifestano un danno locale acuto di tipo flogistico”.
Tale condizione può portare ad un sub- edema interstiziale ipertensivo “e condurre all’instaurarsi di una sindrome compartimentale cronica, con eventuale associato danno nervoso”.
Le lesioni o danni da sforzo ripetuto (LSR) vengono sempre più collegate all’uso del computer ed i sintomi includono: dolenzie e rigidità muscolari, edema, crepitio, dolore alla pressione, formicolii, intorpidimento, diminuita resistenza durante movimenti di contrazione, perdita di movimento articolare e diminuita coordinazione nella zona danneggiata.
Il dolore nella zona colpita si sente spesso maggiormente quando si sta dormendo.
La debolezza muscolare, soprattutto del pollice ed una diminuzione della sensibilità delle mani potrebbero indicare una progressione della lesione.
Le principali lesioni:
- La Sindrome del tunnel carpale,
- La tendinite,
- La borsite,
- La tenosinovite,
- La sindrome dello stretto toracico,
- Il dolore dell’indice/pollice,
- La sindrome miofasciale.
Per fare fronte ad eventuali dolori che potrebbero insorgere o semplicemente prevenire quanto, possono essere utili dei semplici esercizi per le mani, per i polsi e per le dita, ricordando che molto importanti sono delle piccole pause e che ognuno risponde soggettivamente alle diverse sollecitazioni muscolo- tendino- scheletriche.
Alcuni semplici esercizi da fare ogni due giorni o quotidianamente sono spiegati di seguito:
- Con schiena bassa appoggiata alla seduta della sedia, portare il gomito vicino al fianco ed il palmo chiuso con il manubrio (o una bottiglia da mezzo litro d’acqua piena) viene portato in avanti, facendolo ruotare lentamente (12- 15 movimenti e poi si ripete dall’altro lato);
- Con schiena ben appoggiata, il peso è tenuto in verticale, il braccio è fisso al tronco e si spinge il manubrio (o la bottiglietta) sù e giù (12-15 volte da un lato e poi dall’altro);
- Con una pallina da tennis in mano, si esegua l’esercizio tenendo il polso in linea con la spalla e procedendo con delle lente rotazioni a braccio steso (12-15 e cambio mano)
- In questo esercizio la pallina è schiacciata tra i palmi delle mani (12-15 volte);
- Per le dita della mano, anche affetta da artrosi, si suggerisce di portare il manubrio dalla posizione orizzontale alla posizione verticale (12-15 volte per lato del corpo);
- Un altro esercizio per le dita consiste nello stendere il braccio ed aprire al massimo possibile le dita. Dalla mano alla nocca si tiene fermo e si procede muovendo prima le quattro dita e poi solo il pollice (sempre prima con una mano e poi con l’altra);
- Il Dottor Internullo, specialista in Chirurgia Della Mano, suggerisce un esercizio in cui si fa flettere l’indice della mano destra verso il dorso e aiutandosi con la mano sinistra, si tiene la posizione di massima flessione per otto secondi. Si procederà ripetendo l’esercizio con le altre dita e poi cambiando mano.
Concludo sottolineando quanto sia importante fare prevenzione il più possibile, perché le nuove tecnologie siano usate con sana consapevolezza fin da piccoli, cosicchè i costi causati dalle tecnopatie, che gravano sulle tasche di tutti, siano il più possibile contenuti.
Fonti:
- Sicurezza e prevenzione del 06/01/2010, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
- Malattia professionale: spunta la tecnopatia da mouse. Che cos’è?, Forexinfo
- Le lesioni o danni da sforzo ripetuto, UniSalute
- Esercizi per rinforzare i Polsi e le Mani, Mypersonaltrainer
- Gli esercizi per le mani, Saluteinmovimento
- Linee Guida per una Ginnastica utile per le Mani, Chirurgia della mano Catania
- Nativi digitali, Marco Durante
- Bambini digitali, rischi e vantaggi dell’utilizzo della tecnologia, Fastweb per CULTUR-E
